PIOMBINO

Comune di Piombino (www.comune.piombino.li.it)
Sede: Via Ferruccio n.4 57025 (LI)
Tel. 0565-63111  Fax 0565-63290
PEC(Posta Elettronica Certificata): comunepiombino@postacert.toscana.it
 

ASSESSORE: Tempestini Anna
Welfare e Politiche Sociali, Pubblica Istruzione, Politiche Formative, Servizi alla Famiglia all'Infanzia e all'Adolescenza, Politiche per l'Immigrazione, Pari Opportunità, Città dei Bambini, Volontariato, Politiche Abitative
Ricevimento: MART 15:30 (solo su appuntamento)
Per appuntamenti:Ufficio Politiche sociali tel. 0565-63388
email: assscuola@comune.piombino.li.it

Servizi alle Persone
Dirigente
: Bezzini Alessandro
Ufficio CASA
Tel
. 0565-63319
email: scilembrini@comune.piombino.li.it
 

ORARI APERTURA AL PUBBLICO
LUN e VEN h. 09:30-13:30
MERC h. 09:30-13:30; 15:15-17:30

 

La città è posta all'estremità meridionale sull'omonimo promontorio (m. 21), a sud del Monte Massoncello (286 m); è separata dall'isola d'Elba dal Canale di Piombino, largo 10 km. Piombino è situata sul mar Tirreno, sulla Costa degli Etruschi, corrispondente all'incirca alla provincia di Livorno; il suo territorio fa parte storicamente dell'antica Maremma pisana, oggi denominata anche Maremma Livornese.

Il promontorio di Piombino è situato sul lembo di terra a nord dell'ampio golfo di Follonica; sul promontorio è posto il confine geografico-morfologico tra Mar Ligure, a nord, e Mar Tirreno, a sud, anche se nella comune percezione il confine tra i due mari viene spesso erroneamente posto molto più a nord, tra Toscana e Liguria.

La cima del promontorio è occupata da piazza Bovio, dalla quale con il cielo limpido si può ammirare tutto l'Arcipelago Toscano e la Corsica.

Il  caso di Piombino è il classico esempio di sviluppo urbano legato all'insediamento di grandi complessi industriali.

L'impatto prodotto dall'industrializzazione, fra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX, alterò il profilo di una cittadina rurale e causò il rapido deterioramento delle condizioni igienico e sanitarie degli spazi cittadini.
Per effetto dell'elevato tasso migratorio, alla saturazione del tessuto urbano esistente, caratterizzato dal sovraffollamento, corrisponde una crescita della città disordinata e priva di un'effettiva pianificazione.

L'apertura degli stabilimenti della Magona d'Italia e dell'Ilva determinarono un rapido aumento della popolazione, con tassi di crescita ampiamente superiori a quelli registrati, nello stesso periodo, in città come Milano e Roma.
Piombino, infatti, raddoppiò la sua popolazione nell'arco di soli vent'anni, tra il 1881 ed il 1901, passando da 15.853 a 30.641 abitanti.

Questo boom demografico creò una situazione di grave disagio abitativo per la classe operaia. L'amministrazione comunale cittadina all'inizio del 1900 decise di cedere tutte le aree edificabili, senza corrispettivo, a degli speculatori edilizi. I risultati furono pessimi: tutte le case risultarono di modesta qualità, mentre a causa delle precarie condizioni igieniche dovute all'affollamento, malattie come il tifo e la tubercolosi si diffusero sempre di più.

I primi quartieri operai vennero costruiti dal 1907 in poi, oltre le antiche mura cittadine, in direzione degli impianti industriali e verso il porto mercantile. Questa direttrice di sviluppo fu mantenuta ed accentuata nel periodo compreso tra le due guerre mondiali. Seppur tra lacune e ritardi, la questione dell'abitazione operaia conobbe, così, significativi interventi, da parte sia del Comune, sia delle industrie.

L'amministrazione municipale, che nel primo ventennio del Novecento fu gestita dai socialisti, tra il 1913 e il 1915, costruì due importanti blocchi di case popolari, mentre nel successivo dopoguerra si impegnò nella realizzazione di servizi e attrezzature sociali. Altri alloggi e interi quartieri vennero edificati nel corso degli anni Venti. Allo stesso modo, la Società ILVA e la Magona d'Italia iniziarono a costruire interi borghi e quartieri o singoli alloggi operai tra il 1908 e il 1910, per continuare la loro attività durante gli anni Venti.

A Piombino, nel 1911, la Magona d'Italia risultava proprietaria di 82 alloggi, che ospitavano in totale 411 persone. Quasi tutti questi appartamenti, disposti in edifici isolati di due piani, si concentravano nel borgo operaio, che l'azienda edificò vicino ai suoi stabilimenti. La Società ILVA, invece, iniziò a costruire delle case operaie, utilizzando la tipologia "a schiera", nel 1908, contribuendo allo sviluppo delle borgate di Cotone e Poggetto, dove gli interventi proseguirono anche nel corso degli anni Venti. Il dato che caratterizzò questi insediamenti è la loro collocazione periferica, rispetto al centro storico della città, dove si concentrano i servizi.
Gli interventi furono realizzati ai limiti estremi della periferia, sempre in prossimità delle fabbriche, dove le industrie possedevano i relativi suoli e dove è possibile relegare gli operai, secondo un criterio di netta separazione sociale, evitando la loro "pericolosa" presenza all'interno del tessuto urbano.
Nel secondo dopoguerra, l'azione di edilizia residenziale pubblica del Comune di Piombino si basò sulle linee direttive contenute nel PRG. Negli anni '50 l'Iacp realizzò interventi in via Bruno, via Landi, via Tetrarca, via XXV Aprile, Buca di Bisaccino, a Salivoli (il Villaggio Ceca), Riotorto. I finanziamenti della Gescal furono utilizzati negli anni '60 per costruire a Montemazzano, Calamoresca, via Di Vittorio e al Poggetto.

Il PEEP, che fu adottato dal comune di Piombino nel 1970, investì il 70% del dimensionamento globale relativo alla espansione residenziale del Comune di Piombino per una superficie di mq. 1.136.047 e per un volume complessivo di mc.1.206.705 suddivisi nei comprensori : Diaccioni 1 e 2-Salivoli-Canaletto- Desco-Riotorto. Questo importante piano d'intervento portò alla realizzazione di 648 alloggi.

Dalla fine degli anni '80 ad oggi gli interventi di edilizia popolare si sono poi concentrati a Montemazzano, località Calamoresca, Poggetto e via Di Vittorio, in quest'ultimo caso sono state consegnati gli ultimi alloggi alla fine del 2005.
   
 

 

Stemmi del Comune
Stemma del Comune Gonfalone del Comune